Bio

Michela Cannoletta, Milano classe 1983, vivo tra le Montagne Trentine, sebbene cresciuta nella bella Toscana.
Sono Maestra d’Arte, Scenografa ed Educatrice dall’animo girovago.
Scolpisco il legno, invento storie, creo personaggi e spettacoli di Teatro di Figura, condivido passioni e conoscenze, proponendo laboratori di costruzione e percorsi teatrali.


Tra i momenti più importanti e formativi del mio percorso artistico vi sono:
gli spettacoli con Marianna De Leoni, mia prof. all’Accademia di Belle Arti di Carrara;
il tirocinio nei laboratori didattici del Museo Luzzati di Genova con i Maestri Alberto Cerchi e Coca Frigerio;
il lavoro con il Teatro dell’Aggeggio di Arezzo, laboratorio di marionette, teatro e umanità;
la conoscenza con Mariano Dolci, burattinaio  e formatore;
la collaborazione con Natale Panaro, Maestro costruttore, per la realizzazione di maschere e cavalli per “Lo  Schiaccianoci”;
l’incontro con l’artista Nadezhda Simeonova, che mi ha aperto gli occhi sulle possibilità dell’intrecciare i diversi materiali, dando nuovo stimolo al mio percorso.

Negli anni la passione per il Teatro di Figura mi ha guidato verso il mondo delle marionette a filo, nel 2010 è nata l’associazione Teatro a Dondolo, presente con laboratori e spettacoli in importanti festival di Teatro di  Strada.

Curriculum Michela Cannoletta


POETICA  DEL  FILO

amo trasformare oggetti, dar loro nuova vita,
amo dar forma alla materia,
amo scolpire il legno, sentirne l’odore, “limpiarlo” finché non diventa liscio e lucido, e usar trapano, sega e sgorbie per  creare qualcosa
che prima non c’era…
amo inventare storie,
amo marionette, pupazzi, burattini,
immaginarli e farli nascere dalle mie mani,
amo un’idea che mi spunta in testa, darle forma piano, con pazienza e frenesia, sbagliar strada e riprovare,
amo veder lì, finalmente, l’ “idea costruita”,
marionetta a filo, che muovo,
vita sospesa,
fili che ci legano,
io la comando e controllo con gesti leggeri,
lei risponde, come viva,
fili, legami sottili e forti,
io la comando e a tratti mi chiedo…e se fosse lei a comandar me?